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Les Miserables - Enjolras/Grantaire

Fandom: Les Miserables
Coppia: Enjolras/Grantaire
Set di Temi: Alpha
Rating: PG-13





1. Anima
Non ha mai creduto nell’anima, né condivide la dottrina del ciclo della reincarnazione: la prima volta che i suoi occhi incontrano quelli di Enjolras, però, una parte di Grantaire lo riconosce.
2. Seconda volta
Bottiglia alla mano e una puttana sulle ginocchia, Grantaire alza lo sguardo verso quel gruppo di ragazzi che sale al piano superiore: è la seconda volta che li vede entrare nel locale, solo la prima che li segue.
3. Uomo
<< Apollo- >> e Enjolras mette a tacere Grantaire schiacciando la bocca contro la sua, bloccando i gemiti e gli ansiti e le parole stentate, prive, per una volta, di cinismo e sarcasmo; “Non chiamarmi così, non sono un dio”, vorrebbe mormorargli, ma, per la prima volta in tutta la sua vita, le parole non gli escono - perdersi in Grantaire è così semplice ed Enjolras è solo un uomo.
4. Denaro
<< Fortunato al gioco, monsieur? >> cinguetta la bionda figlioletta dell’oste nell’avvicinarsi alle sue spalle, attratta dalle pile di monete che troneggiano di fronte a Grantaire, gli occhi grandi e blu inconsapevolmente rei i risvegliare nell’uomo il ricordo di altri occhi, di un altro blu acceso da un fuoco vivissimo; il miserabile ubriacone abbassa lo sguardo sulle carte, le scopre e racimola la cospicua somma vinta: << E sfortunato in amore. >>
5. Preghiera
<< Non chiudere gli occhi, non osare chiudere gli occhi – Grantaire, per favore- >> ma, ad ogni battito, l’elettrocardiogramma minaccia di farsi piatto.
6. Padrone
La loro relazione – un po' traballante, segnata da litigi e incomprensioni e confronti e urla – va avanti da ben due anni e mezzo, eppure c’è bisogno che il padrone di casa cacci Grantaire perché si decidano a vivere insieme.
7. Attesa
La prima volta che Enjolras torna a casa in piena notte, viene accolto da un Grantaire dall’aria abbastanza schizzata, le dita strette non attorno al collo di una bottiglia ma sul manico di un bricco quasi vuoto di caffè freddo e amaro: << Hai tre minuti per spiegarmi che cazzo hai fatto finora. >>
8. Migliore amico
<< Enjolras? >> seduto compostamente sul divano, gli occhi puntati sul documentario di History Channel, Combeferre continua con voce neutra e misurata: << Quando porti a casa Grantaire, per favore, potete non fare nulla contro la parete? I muri sono sottili e di fianco c’è la mia camera. Grazie. >>
9. Notte
<< Sicuro che posso passare la notte qui? >> Grantaire si stiracchia, un po' nervoso per il caos che domina in casa sua, poi scrolla le spalle con fare casuale: << Certo, perché no? Non saresti il primo. >>
10. Pazzia
Sono in Bretagna ed il vento novembrino solleva le acque della Manica in violenti spruzzi e onde gelide: questo non ferma Grantaire dal levarsi la maglia e i pantaloni e correre verso il bagnasciuga.
11. Fidanzamento
Cambiare il suo stato sentimentale da “single” a “impegnato” porta la curiosa sensazione che qualcosa stia per accadere: e infatti due minuti e mezzo dopo Courfeyrac commenta “MON DIEU” e “FINALMENTE, LO SAPEVO CHE QUEL ROSSO DEL BAR NON ERA SOLO UNA BOTTA E VIA” - mentre spiega a Grantaire che non vede ‘il rosso del bar’ da mesi, Enjolras si appunta di non usare mai più quel sito infernale.
12. Vita
Grantaire muore augurando alla Repubblica una vita lunga che non è convinto avrà, eppure non rimpiange di andarsene con una mezza verità.
13. Noia
Grantaire è come un gatto annoiato che va alla ricerca del suo gomitolo preferito; Enjolras, che si sta preparando ad una causa da tenere in tribunale, non può essere quel gomitolo, non stasera.
14. Indifferenza
È l’indifferenza negli occhi di Enjolras quando questi incrociano i suoi che fa aprir bocca a Grantaire, che lo fa vomitare parole piene di alcool e cinismo: l’indifferenza si trasforma in fastidio, il freddo distacco in rabbia, ed il peso nel petto di Grantaire si alleggerisce - per poco, almeno.
15. Letto
Nonostante Enjolras abbia cominciato a passare più notti a casa sua negli ultimi tempi, Grantaire non ha intenzione di cambiare il letto ad una sola piazza con uno più grande e confortevole – rimanere stretti l’uno contro l’altro, con le gambe intrecciate e i visi vicini, vale molto di più.
16. Stelle
<< Vuoi muoverti? >> << Questo tronco è troppo comodo, mi alzerò domani mattina. >> << Se seguiamo la stella polare prima che sia l’alba possiamo ancora ritrovare il sent- >> << Dai, Apollo, mugugna di meno e siediti anche tu: le stelle da qui si vedono benissimo. >>
17. Minuto
<< Cinque minuti e sono da te >> si traduce in un’attesa di dieci minuti con Combeferre, un paio d’ore – se si è molto fortunati – con Courfeyrac, e cinque o quattro minuti – o anche meno, se si è particolarmente sfortunati – con Grantaire.
18. Limite
C’è un limite alle follie che si possono compiere alle tre di notte, e, spingendo Grantaire sul divano gibboso, una parte remota della mente annebbiata e confusa di Enjolras è cosciente di averlo superato.
19. Cuore
Con tutte le schifezze che Grantaire beve dovrebbe essere il fegato a cedere, eppure è un infarto a ventotto anni che costringe Enjolras a guidare come un folle verso l’ospedale.
20. Fede
<< Hai troppa fede nella Francia che ci sarà >> << Sbaglio, o il cinico sembra credere che la Francia cambierà? >> Grantaire scuote le spalle, neanche lontanamente in pensiero per la sua leggera defayance: << Ho detto che una nuova Francia nascerà, non che sopravvivrai per vederla. >>
21. Estate
<< Fa caldo >>, ma non abbastanza da allentare la presa sul corpo di Enjolras di prima mattina.
22. Pioggia
Fa freddo, tira un vento di tramontana così forte che Enjolras manco si stupirebbe se i lampioni si piegassero, dal cielo cade il nuovo diluvio universale e le macchine passano a tutta velocità dal suo lato della strada, sollevando piccoli tsunami nella sua direzione – e lui, che torna a casa dal lavoro dopo una giornata di sole, non ha nemmeno un ombrello; la quarta (o quinta?) macchina che passa accosta, e prima che Enjolras possa urlare che no, lui non è un escort, la smettano di farsi quest’idea di ogni essere su due gambe che cammina per strada da solo, il finestrino si abbassa di poco e gli occhi di Grantaire fanno capolino: << Sali? >>
23. Cielo
Non trova conforto nel pensare che Enjolras, da qualche parte in cielo, lo stia osservando.
24. Nero
A volte Enjolras sogna di barricate e rivoluzioni, di fucili puntati e di un << Permets-tu? >> esitante prima che, con lo scoppio di fucili, il mondo da rosso diventi nero; e nera è la stanza in cui si sveglia, sudato e ansimante nel suo letto, stretto fra le braccia di Grantaire - << Va tutto bene, è finita, è finita >>, ma Enjolras sente solo il << Permets-tu? >> ed il suono degli spari, e si aggrappa spasmodicamente alle spalle di Grantaire, alla sua nuca per portarlo più vicino: Grantaire non parla e lascia che Enjolras lo fissi negli occhi, dove tutto è verde e per il nero e il rosso non c’è spazio.
25. Medico
<< Starà bene >> ed Enjolras non ha bisogno di sentirsi dire altro per chinare il capo e respirare di nuovo.
26. Parole
<< Certo, perché no? Non saresti il primo >> e vorrebbe tanto poter ritirare tutte quelle parole, ma Enjolras gli ha già voltato le spalle per stendersi sul divano.
27. Uccidere
Quando le mani prudono per l’intenso desiderio di strangolare Grantaire, un lato di Enjolras gli sussurra malignamente che, con alcool e chissà cos’altro, l’artista ci penserà da solo, ed il pensiero lo lascia svuotato della rabbia e pieno solo di un’amarezza che non sa definire.
28. Posto
Ci si aspetterebbe che le dichiarazioni avvengano in luoghi romantici – la cima della Tour Eiffel, una spiaggia al tramonto, il lungofiume sotto la pioggia… La loro avviene nel Musain la sera che rimangono chiusi per sbaglio nello scantinato, costretti ad aspettare il giorno dopo perché la porta in ferro si apra senza far scattare l’allarme; forse non il posto ideale, ma non se ne lamentano.
29. Credere
<< Tu non credi in nulla. >> << Credo in te >> e quelle parole gli scivolano fuori con così tanta naturalezza e convinzione che Grantaire rimane stupito più di Enjolras, ma è bravo a non darlo a vedere.
30. Lontano
La partenza di Grantaire per la Provenza, dove sosterà tre mesi per una sua mostra, è fissata per giugno: è solo quando Enjolras gli fa le sue congratulazioni che Grantaire, il quale, scrollando le spalle, lo ha annunciato al gruppo come se non fosse un evento di chissà quale importanza, accenna un sorriso, e questo basta a far ingoiare a Enjolras il boccone amaro (tre mesi, Provenza, lontano.)
31. Barca
<< Ti invio un fax non appena arrivo a New York. >> << Vedi di non americanizzarti troppo in questi due mesi. >> << Questo mai. >> Enjolras saluta Grantaire con una pacca sulle spalle, conscio di non poter fare altro in pubblico; Grantaire rimane sul molo a sbracciarsi fino a quando la Titanic non si allontana ed Enjolras non è più visibile dal parapetto.
32. Ricordi
Enjolras aggrotta le sopracciglia, fissando con aria accigliata le foto dell’album; si arrende dopo pochi minuti e si massaggia stancamente il capo fasciato: << Non ricordo, L, mi dispiace >> << … È R. >>
33. Morte
Il dolore dei proiettili gli fa chiudere gli occhi, l’immagine del sorriso di Enjolras ancora impressa a fuoco sotto le palpebre: nelle strade di una Parigi piena dei colori della rivoluzione, Grantaire apre gli occhi sulla mano di Enjolras tesa verso di lui.
34. Peggio
Febbre a quaranta in piena estate corrisponde per antonomasia al fondo del bicchiere: una sera, però, Enjolras apre la porta di casa sua scusandosi per l’assenza di Joly (<< Emergenza in ospedale >> e << Mi ha spiegato cosa fare >> e << Non tossire mentre ti sono vicino, domani ho un esame >>) e Grantaire si ritrova a pensare che dal peggio si può solo migliorare.
35. Braccia
A braccia nude in autunno, Grantaire non sembra soffrire affatto il freddo, ma questo non impedisce a Enjolras di levarsi la giacca rossa e lanciargliela in fretta: << Se ti vedo altri due minuti con le braccia scoperte la broncopolmonite viene a me. >>
36. Elettricità
Courfeyrac tende ad ingigantire sempre le sue storie, ed il racconto di quella loro famosa discussione così violenta da causare un blackout in tutto il vicinato non fa eccezione.
37. Cellule
Se anche Enjolras si avvicinasse non visto Grantaire lo percepirebbe istintivamente, come se tutte le cellule del suo corpo si sbizzarriscano quando il leader in rosso è nei paraggi.
38. Promessa
<< Prometto di amarti in salute e malattia, in ricchezza e povertà, nella gioia e nel dolore- >> Grantaire quasi si dispiace nel vedere Combeferre trascinare di peso Enjolras, che ha alzato il gomito un po' troppo, lontano dalla cartina della Francia.
39. Speranza
“Senza speranza” è un appellativo che troppe volte Grantaire si è sentito dare: Enjolras lo rimbrotta per la sua passività di fronte a questa accusa – << Per tutto c’è speranza. >>
40. Buco
Dopo essersi persi in piena notte(con il sentiero a pochi passi di distanza, per di più!), Enjolras è convinto che le disavventure sue e di Grantaire siano finite – povero illuso: << Come ci siamo finiti qui dentro? >>
41. Rivelazione
<< Grantaire è incinto, ma non voleva dirtelo di persona >> e Courfeyrac gode nel vedere Enjolras strozzarsi con il caffè e lasciar cadere il giornale che aveva assorbito tutta la sua attenzione: << Che ca- >> << Bugia. Ora che mi stai ascoltando… >>
42. Volontà
<< Ci sono delle volte in cui non ti capisco. >> << Come può un dio capire le imperfezioni umane? >> << Smettila. Potresti essere un uomo assai migliore se solo lo volessi >> << Volerlo? >> Grantaire manda giù un sorso di vino scadente da osteria prima di continuare << Non ci riesco. >>
43. Facile
Enjolras non è un gran ballerino, così, quando, una sera, alla radio passa un lento e Grantaire gli tende una mano con un sorriso, lui la accetta un po' titubante – ancora non si destreggia bene fra i gesti d’affetto: sarebbe divertente vederlo adattarsi (o meglio, non riuscire ad adattarsi) a coreografie complesse, ma per questa volta si limitano al ballo del mattone.
44. Terrore
Grantaire sparisce sotto la superficie dell’acqua senza riemergere, e meno di un minuto dopo Enjolras si tuffa, completamente vestito, nel più puro terrore che dalla spiaggia tornerà solo lui: quando un paio di braccia gli circondano la vita da dietro e la risata provocatoria di Grantaire gorgoglia, rauca, ad un soffio dalla sua guancia, il sollievo è tale che Enjolras si dimentica per qualche istante di quanto sia furioso con lui.
45. Fuoco
Le falene non dovrebbero volare così vicine alla fiamma, ma, pur consapevoli del rischio, non riescono a tenersi lontano, troppo dipendenti dalla luce e dal calore per poterne fare a meno, fino a quando non prendono fuoco e si inceneriscono senza un lamento: con quattro proiettili nel petto, Grantaire pensa che bruciarsi le ali è un misero prezzo da pagare.
46. Risposta
Enjolras glielo ha chiesto in metropolitana, schiacciati come sardine fra decine e decine di persone, e Grantaire sbarra gli occhi, incredulo e incerto su come rispondere: << Me lo proponi in metro? >> e quando Enjolras, del tutto estraneo a qualsiasi concetto di romanticismo, spinge, non visto, la scatola di velluto fra le mani sudate di Grantaire, come a ricordargli impazientemente che lui sta attendendo una risposta, a Grantaire viene da ridere e piangere e alzare gli occhi al cielo al contempo: << Una così bella statua che mi chiede la mano, come posso dire di no? >>
47. Chiaro
L’interesse di Grantaire per Enjolras è così chiaro ed Enjolras ne pare così ignaro che è ormai credenza comune che in quella testolina bionda l’amore per la giustizia abbia soppiantato qualsiasi tipo di abilità sociale.
48. Insieme
Platone diceva che la perfezione si raggiunge dopo aver trovato la propria metà: Grantaire si ritrova a pensare che forse, quando Zeus divise gli uomini, decise di lasciare Enjolras completo, cosicché non avesse bisogno di nessuno e potesse, al contempo, attirare tutti a sé, parte dell’insieme e irraggiungibile.
49. Mente
Enjolras si sveglia con la nitida consapevolezza di aver fatto una stronzata: non è ancora mattino ed il divano è incredibilmente scomodo, specie se lo si condivide con Grantaire –“ecco” si dice a mente lucida, “il letto sarebbe stato meglio.
50. Strada
Hanno trascorso tutta la notte nel bosco, spalla contro spalla in attesa che il sole si levasse, e quando, spolverandosi le divise scout, si rialzano sulle gambe instabili Enjolras, accigliato, nota poco distante un sentiero battuto che, la sera prima, li avrebbe condotti al campo: << Altri due passi ieri sera e non avremmo dormito all’aperto >> commenta, non troppo incline, per una volta, a dare la colpa a Grantaire, che lo sta seguendo svogliatamente: << Ma tu guarda, non l’avrei mai immaginato. >>
Tags: les miserables
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